Attività (C.D.D.)

Le attività proposte all’Utenza possono essere:

  1. Volte al potenziamento e mantenimento delle autonomie personali (maggior livello di autonomia possibile).
  2. Assistenziali (accudimento – cura della persona).
  3. Manuali pratiche (esercizio abilità fino-motorie e/o grosso-motorie).
  4. Socio-relazionali.
  5. Cognitive.
  6. Motorie e psico motorie
  7. Ludico-ricreative e gestione tempo libero.
  8. Integranti e socializzanti (nel territorio).

Il C.D.D. redige annualmente un PLANNING DI ATTIVITà per l’utenza, esposto presso il Servizio e sottoposto ad aggiornamento, controllo, pianificazione e diffusione settimanale (planning settimanale).

Ogni Utente è inserito nel planning di attività del C.D.D. secondo quanto previsto dal suo Piano d’Intervento Individuale.

Attività volte al potenziamento e mantenimento delle autonomie personali

L’intervento in quest’area mira a promuovere le abilità di “autosufficienza”, competenze essenziali per riuscire a fronteggiare le diverse richieste poste dagli ecosistemi di vita dell’ospite.

L’attività promuove prevalentemente gli aspetti interni alla prestazione (“essere capaci di” ) ed in modo più sfumato i livelli di “autodeterminazione possibile” del soggetto, con l’obiettivo di giungere a ridurre, il più possibile, l’intervento vicariante della figura adulta.

è importante sottolineare come quest’aspetto favorisca una migliore elaborazione dell’immagine che l’ospite può avere di se stesso, sia al C.D.D. che in famiglia, riducendone concretamente lo stress derivante dalla gestione e dall’accudimento totale.

Attività assistenziali

Sono attività finalizzate all’accudimento necessario ed alla cura della persona.

Attività manuali pratiche

L’area si definisce come l’insieme delle attività che, attraverso l’esecuzione di compiti manuali ed espressivi, portano al raggiungimento di risultati visibili e concreti. Le proposte, connotate di semplicità, sono articolate a partire da uno spettro di proposte, al fine di consentire all’utenza di confrontarsi con compiti alla propria portata (individuati all’interno di alcune attività, quali ad es. decoupage, disegno, cucito, laboratori creativo – espressivi..).

L’eterogenesi che caratterizza la cosiddetta “condizione di gravità”, fa si che gli obiettivi generali perseguiti in quest’area si dispongano sui due estremi di un vettore, nel quale su diversi punti si possono collocare gli utenti presenti nel Servizio. In questo modo ogni utente può assumere un proprio ruolo, sentendosi realmente inserito ed impegnato nella vita del C.D.D..

Le due polarità che caratterizzano il vettore, che definisce le attività manuali – pratiche, possono essere così sintetizzate:

  1. Attività tese alla promozione di semplici/semplicissime prassi ed alla acquisizione e/o mantenimento dei principali prerequisiti dell’apprendimento (ad es. lo stare seduti, la decodifica di semplicissime consegne, il minimo span attentivo, l’aggancio oculare dell’oggetto…).
  2. Attività con precisi caratteri distintivi, riassumibili secondo i seguenti indicatori:
  3. tipo di attività proposta;
  4. aspetti motivazionali e rinforzanti: utilizzo della token economy e di altre modalità di rinforzamento;
  5. partecipazione alle diverse fasi dell’attività;
  6. presenza di orari e rispetto degli stessi attraverso il feedback fornito dalle figure educative, oppure attraverso sistemi iconografici che facilitino la visualizzazione dei tempi e dei compiti da svolgere (planning);
  7. promozione del maggior grado di autonomia possibile;
  8. promozione di condotte interpersonali assertive e collaboranti.

Attività socio-relazionali

Il lavoro condotto in quest’area si pone l’obiettivo di promuovere prioritariamente il maggior grado possibile di benessere sociale, psichico ed emozionale, attraverso la proposta di situazioni di vita quotidiana in cui sono enfatizzati gli atteggiamenti collaborativi e cooperativi nei confronti del personale educativo, degli ospiti presenti nel Servizio, dei volontari e la capacità di tolleranza allo stress ambientale (ad es.: rumore, compresenza di più persone in una stessa stanza, contatto fisico). L’assetto del C.D.D., nel suo complesso, è teso a favorire la crescita affettiva e l’acquisizione del “più alto livello possibile di equilibrio personale”, capace di tradursi in comportamenti assertivi e collaborativi .

Grande attenzione viene, pertanto, posta dal comportamento espresso dal soggetto nel gruppo-laboratorio: la sua capacità di comunicare, la comprensione ed il rispetto di regole elementari, la capacità di fronteggiare, pur in ambiente protetto, situazioni di contenuto stressante.

All’interno di questa tipologia di attività vanno assunti anche tutti gli interventi di modificazione del comportamento, agiti sul versante dei disturbi della condotta, con particolare riguardo a:

  • aggressività,
  • autolesionismo,
  • stereotipie,
  • disturbi ideativi.

Attività cognitive

Sotto questa voce vanno intesi tutti gli apprendimenti relativi a:

  1. funzioni cognitive di “base” (percezione, attenzione, memoria funzionale);
  2. attività volte alla codificazione della realtà;
  3. attività, là dove possibile, di livello più avanzato.

Per tale ragione, il complesso degli obiettivi di quest’area si caratterizza per essere esclusivamente funzionalee con un perimetro temporale circoscritto e definito.

L’assunzione di questo ambito di intervento educativo, secondo i vettori esplicitati, mira in una dimensione generale anche a facilitare l’adattamento ai diversi ecosistemi di vita dell’ospite.

Attività motorie e di movimento; attività espressive; ludico-ricreative

Il significato ultimo delle attività motorie proposte (ad es.: piscina, danza-movimento, ginnastica) è prevalentemente circoscritto al mantenimento di un buon trofismo muscolare e scheletrico.

Unitamente a questo vi è la dimensione ludica ed espressiva attraverso cui sono prevalentemente condotte le attività motorie, che favorisce: una migliore percezione e capacità di prendere coscienza del proprio corpo e del mondo esterno; una maggiore tolleranza al contatto fisico; un maggior grado di benessere generale.

 

Attività di gestione dei luoghi di vita

Il Servizio si propone di far acquisire abilità che si articolano su uno spettro che, da un lato, vede le competenze prerequisite quali la gestione degli effetti personali e, dall’altro, la cura delle stanze e  luoghi di vita.

Anche in questo caso, come per le autonomie personali, una maggior competenza dell’utente può rappresentare: un importante e concreto modo per ridurre il carico assistenziale dei familiari; un modo per valorizzare ed esercitare il suo grado di abilità nell’“essere collaborante e operativo”, ai fini della gestione dei propri luoghi di vita. Tale azione non è, quindi, ininfluente ai fini di una più positiva elaborazione dell’immagine dell’ospite sia all’interno della rete dei rapporti familiari sia all’interno della rete delle dinamiche relazionali nel C.D.D. Inoltre, tale attività tende ad aumentare i margini di adattamento e, quindi, di qualità di vita, in relazione anche alle future ed eventuali collocazioni residenziali dell’ospite.

 

Attività integranti nel territorio

Il C.D.D. promuove, per tutte le situazioni che lo consentono, l’integrazione dell’utente all’interno della comunità di appartenenza, anche se prioritariamente l’obiettivo rimane quello del suo maggior grado di adattamento possibile all’interno dell’ecosistema familiare. Le attività integranti nel territorio possono essere strettamente connesse anche alle attività di tempo libero o ricreative.

Lo scopo precipuo è quello, da un lato, di consentire all’utente esperienze di crescita e svago in una cornice “normalizzante”, dall’altro, di contribuire a modificare i paradigmi culturali del territorio stesso nei confronti della “diversità” rappresentata. In questa precisa direzione vanno una serie di proposte culturali condotte all’interno del tessuto cittadino ghedese (dibattiti, feste, ricorrenze, altro).

Attività di tempo libero

Il C.D.D. promuove iniziative volte al tempo libero. Tali attività sono finalizzate sia alla costruzione e al rafforzamento delle competenze di gestione del tempo non strutturato, sia al fornire occasioni piacevoli di integrazione con ambiti formali ed informali del territorio.

Attività esterne

Sono le attività affidate in outsurcing, come l’attività di piscina (terapista del Centro Natatorio di Ghedi). Queste attività, inoltre, includono anche le uscite e le gite sul territorio, che hanno uno svolgimento più frequente e strutturato nel periodo estivo (ad es. uscite presso parchi e giardini, piscine, musei, luoghi ed ambienti ludico – ricreativi, parchi di divertimento).